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lunedì 19 maggio 2008

Film: L’eletto

TITOLO: L’eletto
NAZIONE: Frncia, Italia, Germania
GENERE: Thriller
DURATA: 100 min.
DATA DI USCITA: 2005
REGIA: Guillaume Nicloux
CAST: M. Bellucci, N. Thau, M. Bleibtreu, C. Deneveu, S. Bouajila, E. Zylberstein, L. Balducci

Ex giornalista, esperto in popoli nomadi e romanziere di successo, Jean-Christophe Grangè ha venduto al cinema un altro thriller esotico, affacciato sul magico.
Ambientata tra Siberia occidentale e Mongolia, è la storia di un eroico amore materno. Quando suo figlio Liu San, adottato all’età di due mesi sta per compiere sette anni, per Laura Siprien, nubile e poliglotta, la vita cambia per eventi misteriosi che diventano drammatici quando il bimbo le viene rapito.
Il film appartiene ad un genere che fonda il realismo con la fantasia, l’azione, la suspense, l’avventura e l’orrore. Impossibile prenderlo sul serio ma l’esecuzione registica è tutt’altro che malvagia anche per la qualità degli apporti: fotografia di Peter Suschitzky e le musiche di Brian Eno. La sua carta vincente è l’interpretazione, anzi la presenza M. Bellucci.

domenica 30 settembre 2007

Recensione: Ricordati di me


NAZIONE: Italia
GENERE: Drammatico
DURATA: 116 min.
DATA DI USCITA: 2003
REGIA: Gabriele Muccino
CAST: Fabrizio Bentivoglio, Laura Morante, Nicoletta Romanoff, Silvio Muccino, Monica Bellucci

Ricordati di me. È un titolo, una speranza, un’incitazione, un imperativo, un valore assoluto del nostro tempo: apparire, essere qualcuno, valere qualcosa, lasciare un segno. Gabriele Muccino ragiona intorno a una delle regole effimere della modernità telematerialistica: i quindici minuti di notorietà di warholiana memoria non bastano più. Sono roba da sfigati. Lo dice il personaggio di Nicoletta Romanoff a Pietro Taricone, la cui fama si è volatilizzata al primo cambio di palinsesto. Il tema viene declinato secondo variabili generazionali, e con i debiti distinguo. Padre silenzioso e un po’ frustrato (Bentivoglio); madre attrice mancata, nevrotica, iperattiva, severa e petulante (Morante); figlio diciannovenne in cerca di un ruolo nel mondo (Muccino Jr.); figlia diciassettenne che sogna di fare la velina, la prezzemolina, la nastrina, insomma la cretina in Tv (Romanoff). Il padre ritrova la fidanzata dei vecchi tempi (Bellucci), sogna fughe d’amore e seconde possibilità. La madre resiste alla crisi di coppia tornando a recitare, ma le insicurezze la travolgono. Il ragazzino si innamora di una coetanea scafata e rischia la figuraccia. La sorella va a letto con Taricone e Silvestrin e alla fine ce la fa. Quante crisi di coppie massacrate dalla routine e dal benessere abbiamo visto al cinema? Milioni. E quanti ritratti di postadolescenti inquieti? Altrettanti. Il sospetto, con il regista romano, è che i suoi soggetti nascano dall’accumulo di luoghi comuni, dagli schematici ritratti generazionali (dopo i trentenni immaturi di L’ultimo bacio, ecco i quarantacinquenni irrisolti e i postadolescenti inquieti), dalle riflessioni semplicistiche stile rubrica di Alberoni. Del resto, l’autore si autoassolve citando addirittura Hegel: «La vera profondità sta in superficie». Sarà... Ma così si corre un grosso rischio, quello di ridurre i personaggi a “categorie”, casi da sondaggio, tipologie. Ecco allora l’uomo maturo che soffocato dalla routine si fa l’amante, o la donna frustrata che torna a coltivare i sogni del passato. Muccino è comunque regista di solido mestiere. Per carità, non un maestro, non il “nuovo Dino Risi”, ma un eccellente direttore di attori (qui recita anche la Bellucci, peraltro nel ruolo più coerente e moralmente migliore) e un notevole metteur en scène, alla francese, capace di trovare il raro equilibrio tra narrazione e rappresentazione. Meno ambizioso di L’ultimo bacio, più fluido nella costruzione - anche in proporzione alla complessità della sua struttura polifonica - Ricordati di me è un film che funziona. A patto di considerarlo un punto di partenza e non d’arrivo nell’ambito di un cinema popolare orgogliosamente “medio” .

VOTO: 6 1/2

giovedì 19 luglio 2007

Recensione: Per sesso o per amore?


NAZIONE
: Italia
GENERE: Commedia
DURATA: 95 min.
DATA DI USCITA: 2005
REGIA: Bertrand Bilier
CAST: Monica Bellucci, Gèrard Depardieu, Jean-Pierre Darroussin

Una prostituta di Pigalle accetta l'offerta di un impiegato che ha appena vinto una grossa somma al Lotto: centomila euro al mese per fargli compagnia. La storia di questa commedia che vorrebbe essere grottesca (ma il grottesco, al cinema, è terreno insidiosissimo) è tutta qui. Girato quasi completamente in interni si poggia su 3/4 personaggi sopra le righe: dall'italiana Bellucci che pare uno spot concentrato di stereotipi del Belpaese (dalla pasta alle romanze d'amore) al Depardieu che indossa raffinati Armani ma è un gangster semirincoglionito, dal travet che però ha un corpo con tutte le sue belle tartarughine al posto giusto e veste alla moda (da scapigliato studiato) alla musulmana laica integrata che traduce la notte per arrotondare e sogna orgasmi con l'ultrasuono. Batute da reality-show si mischiano al saccheggio della lirica italiana, da Verdi a Puccini, e a un delirio autoriale che si permette tutto e il suo contrario, fregandosene del pubblico. Un home movie ad altissimo budget: i soldi della vincita?

VOTO: 4 1/2