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giovedì 5 luglio 2007

Recensione: Silent Hill


TITOLO ORIGINALE: Silent Hill
NAZIONE: USA
GENERE: Horror
DURATA: 120 min.
DATA DI USCITA: 2006
CAST: Radha Mitchell, Sean Benn, Laurie Holden

La piccola Sharon ha dei gravi disturbi psichici, tanto che i medici consigliano l'internamento. La madre Rose non si rassegna e parte con la figlia in cerca di una possibilità. Si ritrova così nella misteriosa cittadina di Silent Hill, già evocata da Sharon nei suoi sogni. Quando la bambina scompare, Rose si rende conto che l'atmosfera malsana è preludio di un orrore ben più grande. Il regista Christophe Gans e il collega Roger Avary (Killing Zoe, Le regole dell'attrazione) nel 2001 diventano corrispondenti e poi amici sulla scia di una passione comune, quella per il videogame Silent Hill (passione anche della sottoscritta!). Da qui l'idea di trasformarlo in pellicola, il primo dirigendolo e il secondo scrivendone la sceneggiatura. Ispirato soprattutto al primo capitolo del videogame (io preferisco il secondo...), con la bimba che trasforma in realtà le sue ansie deformi ma anche i desideri, Silent Hill è film sontuoso, con una ricerca estetica affascinante e notevoli effetti speciali. Peccato che fallisca in uno degli obiettivi principali di Gans, quello di "immergerci nella paura". Ma davvero qualcuno può pensare che questa roba faccia paura? Concepito come una sorta di catalogo di grafica in movimento, Silent Hill rende del tutto superflua la presenza di Avary, nel senso che la sceneggiatura pare componente non pervenuta o almeno non percepita. E Gans si abbandona alla sua ben nota magniloquenza. Mentre nei precendenti Crying Freeman e Il Patto dei lupi un genuino gusto dell'avventura regalava le emozioni necessarie, qui no. Un guscio vuoto, con meravigliosi intarsi ma pur sempre un guscio.

VOTO: 6

P.S. Per una informatica come me era grande l'attesa... Ho amato il videogame Silent Hill, soprattutto il secondo episodio, credo che avrei fatto meglio a rigiocarlo invece di guardare il film! :)